NICOLE STUNTMAN
(Cinema, Teatro & Tivù, di Iacopo von Cracovia) – Incidente stradale per la star Nicole Kidman, nella foto, e Daniel Craig durante le riprese del film, un thriller fantascientifico, “The Invasion”. A bordo di una Jaguar hanno urtato con violenza, capovolgendosi, un palo della luce: la coppia è finita, fortunatamente più per lo spavento che per le ferite, in ospedale. Per la polizia difficile ricostruire la dinamica dell’incidente. Guidava lei? Colpa di un auto, dell’asfalto scivoloso, di qualche fesso che aveva invaso il set? La produzione ha tiepidamente smentito che Nicole era alla guida, versione stuntman. La superpagata regina del cinema hollywoodiano, Nicole, è subito tornata, dopo i controlli medici, sul set, subito riemersa allegra dopo il crash automobilistico.  Si è conclusa la “battaglia” in Tribunale (corte d’appello) di Riccardo Cocciante per frode al Fisco francese. E’ stato condannato a tre anni (ma non andrà in prigione) e una multa di 37.500 euro. Alla stessa pena condannata anche la moglie Catherine. Il cantante ha annunciato che ricorrerà in Cassazione. La coppia aveva dichiarato all’ufficio delle imposte, sul reddito del 2000, 62.000 franchi, mentre il Fisco aveva calcolato che il suo reddito era pari a 40,8 milioni di franchi, dovuti in gran parte allo straordinario successo  del musical “Notre Dame de Paris”. “Non sono uno che ama fare il furbo – ha detto Cocciante – mi sento umiliato. Se ho fatto degli errori non li ho fatti volutamente”. Insomma, viveva con la moglie in Irlanda, ma “incassava” in Francia. Il regista Nanni Moretti, dopo “tanta” riflessione, ha accettato la direzione del “Torino Film Festival”. Il regista ha detto “sì” al progetto del direttore del Museo  del Cinema, Alberto Barbera: riduzione delle sezioni da 14 a 6, più attenzione ai giovani, retrospettive solo sui contemporanei e un laboratorio produttivo per opere prime e seconde e documentari.

Il Festival diventa così il terzo cardine del “sistema cinema” di Torino. “Nel mio Festival – ha detto Moretti – niente divi e non siamo in gara con Roma e Venezia. Abbiamo pensato ad un laboratorio permanente. Ci proviamo, d’altronde ci sono riusciti Cannes, Roterdam e Locarno. E pure Berlino. E io lavorerò sodo, non ci metto soltanto il nome”. Dice Gianni Rondolino, con un po’ d’amarezza: “Moretti è stato chiamato solo per dare più visibilità al Festival e invitare le star, è ovvio. Quanto alla bozza del programma, mi sembra uguale a quello di prima”. Il professor Rondolino, che avrebbe fatto a meno di Moretti, ha affidato la sua versione pubblicata in Internet, con un titolo chiarissimo: “Descrizione di una battaglia”…per ora, dopo una settimana di riflessione, ha vinto Moretti. Il regista ha promesso che per due anni non girerà un film perché: “Dopo le polemiche si sono create le condizioni che avevo chiesto”. Salutandolo, Rondolino ha fatto gli auguri: “Buon lavoro Nanni. Ma attento, dirigere un Festival è più difficile che frequentarlo”. Sulla nomina di Nanni Moretti, chissà perché, molto polemica la sinistra. Sostengono: “Tre Festival del cinema, Venezia, Roma e Torino, creano un sistema drogato”. Walter Veltroni, sindaco di Roma: “Con Moretti la rassegna torinese crescerà”. Sergio Chiamparino, sindaco di Torino: “Impegno del Comune sulla base di progetti e potenzialità, fiducia in Moretti”. Massimo Cacciari, sindaco di Venezia: “A Nanni proposi di dirigere la nostra Mostra, lui rifiutò, voleva fare film, a Torino stia attento di non copiare Roma”. Un trionfo in tivù, “Exodus”, “Il sogno di Ada”, regia di Gianluigi Caledorone, con Monica Guerritore, nella foto, Thomas Trabacchi e Loredana Cannata. E’ la storia (1945) di Ada Sereni che lascia i tre figli in Palestina, dove viveva da 18 anni, e raggiunge l’Italia per ritrovare il marito scomparso un anno prima  in seguito ad una pericolosa missione di guerra. Approda  in un Paese distrutto dai combattimenti, viene subito “arruolata” dal movimento Aliah Bet che organizza clandestinamente l’espatrio degli ebrei sopravvissuti allo sterminio nazista. Pur non rinunciando a cercare il marito, la Ada Sereni (interpretata da una stupenda Monica Guerritore) si dedica con il massimo delle energie all’esodo degli ebrei provenienti da diversi Stati europei, Ada-Monica è esile e forte, fragile e combattiva.

In breve tempo la sua tenacia la porta ad essere una leader  all’interno del movimento. Aiuterà venticinquemila persone nel loro viaggio, guadagnandosi  in breve tempo l’appoggio del governo italiano  e la solidarietà del popolo. E’ una miniserie trasmessa nei giorni dedicati alla Memoria: rivolgo complimenti a Raiuno, hanno trasmesso un capolavoro. Sensibilizzare l’opinione pubblica europea sul tema delle adozioni a distanza, estendendo il format televisivo “Amore” a tutti i Paesi europei. E’ la proposta che la nostra lady televisiva Raffaella Carrà ha illustrato alla Commissione Ue a Bruxelles, nel corso di un incontro congiunto con il commissario per “Giustizia, Libertà e Sicurezza”, Franco Frattini.            
- 31 Gennaio 2007 - www.alexis.it ©


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