“LOLITE” PER ERODE
(Star System, di Alice Colombari) – “Salome” di Oscar Wilde e Richard Strauss, regia di Giorgio Albertazzi, all’Opera di Roma. Due “Lolite” per Erode. E…sono due straglamour: il soprano Francesca Patanè e l’attrice Maruska Albertazzi, nella foto. Un doppio nudo integrale per i voyeur-lirici. Applausi dal loggione, qualche fischio dai palchi per la regia “nuda” di Albertazzi. Talune signore, nel foyer, lamentavano la gestualità della Patanè un po’ volgare. Che c’è di male vedere due “divine creature”, due belle donne, senza veli? Alla Scala, per l’Aida, nessuno ha fischiato per le “chiappe” dell’etoile Bolle, a Roma qualche diniego per tette e il sedere delle due Salome: il lussurioso mondo di Oscar Wilde con Francesca & Maruska nella “danza dei sette veli”. Per la Patanè è un bis all’Opera, fu senza veli per “Sakùntola” con il prologo di Gaia De Laurentiis. Tutti i voyeur con il binocolo per stabilire quale era il corporeo migliore. Il soprano Patanè, figlia del celebre direttore d’orchestra Giuseppe Patanè: “Sì, ho un fisico flessuoso, ma ci vuole per Salome anche una voce che passi il muro orchestrale. Ma io canto spesso opere che richiedono una vocalità drammatica, come Turandot e Tosca. Così, in Salome  non sono costretta a spingere per farmi sentire, e spesso trovare sfumature e colori diversi. Ho anche il fisico per una Salome ardita”. A proposito del nudo estremo mi ha ancora  detto lady Patanè: “Nel cinema le nudità sono normalità, nella lirica molto meno. Non c’è da scandalizzarsi, questo allestimento ha dei momenti arditi, è l’opera che lo richiede”. Per la Patanè una ovazione per la voce e per un corpo d’eccellenza. L’attrice Maruska Albertazzi, con un fisico griffato da “madre natura”, ha fatto cinema e teatro, è anche un anchorwoman di razza, ha recitato per Tinto Brass nel film “Fallo”. Nell’opera Salome, Erode (Reiner Goldberg) desidera vederla nuda e le concede la testa del profeta Giovanni il Battista. Mi ha detto Maruska: “Salome è un vulcano inconsapevole, pura e ambigua insieme, perversa e innocente, soave e crudele. Salome incorna tutte le “Lolite” che nascono con gli strumenti  della seduzione e fanno capitolare chiunque, poi io sono al naturale, non ho mai avuto bisogno del chirurgo”. Sul podio il direttore Gunther Neuhold. Nel cast anche Annoshah Galesorkhi, Graciela Aroya ( nel ruolo di Erodiale), Mario Zeffiri (nel ruolo di Narraboth), Anita Bartolucci, Sergio Romano, Monica Minarelli. Alla regia con Albertazzi, il figlio d’arte Tito Schipa jr. Lo scenografo Lorenzo Fonda, i costumi Elena Mannini. Alla prima un parterre di politici e imprenditori. Non poteva mancare l’etoile Carla Fracci, la stilista Carla Fendi, Fausto e Lella Bertinotti, Pippo Baudo, Bruno Vespa, il sindaco Walter Veltroni e signora Flavia, il ministro Vincenzo Visco con la signora, Raffaele Ranucci, Francesco Gaetano Caltagirone, il governatore del Lazio Giuseppe Marrazzo, Fabiano Fabiani, Matteo Arpe, Ernesto Stajano, Gianni Borgna, Ivana Della Portella, Sandro Curzi, Serena Autieri, lo stilista Renato Balestra, l’immancabile al Costanzi Silvana Pampanini, nella foto con Pino Strabioli . Successo al Parioli di Roma della commedia “Sex in The City”, regia di Fabio Crisafi, con Maria Grazia Nazzari, Beppe Convertini, Marco Fiorini, Fanny Cadeo, Paola Ajmone Rondo, Carola Fiorini e Lavinia Biagi. Sketch di situazioni di vita comune in una metropoli caotica, dove trovare il vero amore risulta difficile. La celebre Milva in clinica per un’otite acuta con perforazione dell’orecchio ma secondo i medici sarà a Sanremo per presentare il suo brano "The show must go on”. Il regista Emanuele Crialese non ce l’ha fatta. Il suo “Nuovomondo”, Leone d’Argento all’ultimo Festival di Venezia, non sarà nella cinquina delle pellicole candidate all’Oscar per il miglior film straniero. Le statuette saranno consegnate il 25 febbraio. L’Academy ha reso noti i nove titoli (destinati poi a diventare cinque) selezionati. Nessun film italiano: alla prossima cerimonia, dovremo accontentarci dell’Oscar alla carriera ad Ennio Morricone. Con eleganza Crialese non fa polemiche: “Il mio film Nuovomondo è fuori, me l’aspettavo. Comunque l’Oscar non è tutto, avrò in America una grande distribuzione”. Diplomatico Crialese, incazzato il vostro cronista. E’ ora di finirla che i “signori” cinematografari americani perdurano a boicottare il cinema italiano. Non è possibile che questi signori, che incassano milioni di dollari nelle sale italiane, perdurano a considerarci una loro “colonia”. Il ministro Francesco Rutelli, che ha vinto importanti “battaglie”, facendo rientrare capolavori italiani “rubati” dagli americani, è invitato di intervenire presso l’Academy. Siamo stanchi di essere boicottati, come avvenne per la nostra amatissima regista Cristina Comencini con il suo capolavoro “La bestia nel cuore”. Non mi frega nulla di dare un dispiacere all’americanissimo Berlusconi. Se quei “babbioni” dell’Academy continueranno a bistrattare i nostri film, noi dovremo bloccare i loro film, nelle sale e nelle nostre tivù. Un consiglio: “Hollywoodiani avvisati…probabilmenre salvati” .                                               
- 23 Gennaio 2007 - www.alexis.it ©


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