VIA POMA & OLGIATA
(Incontri & Scontri, di Remo Cremona) – Il Ris sta studiando le analisi di reperti raccolti nella camera di Alberica Filo della Torre, all’Olgiata. Presto si dovrebbero sapere i risultati. In questi giorni, sempre gli specialisti del Ris, hanno concluso le analisi di sostanze organiche prelevate da una tazzina di caffè, forse potrebbe avere un nome anche l’assassino di via Poma, autore dell’omicidio di Simonetta Cesaroni. E’ stato identificato, sono le ultime notizie, chi lasciò tracce di saliva sul corpetto di Simonetta. Il Pm Cavallone e il giudice Ormanni dal gennaio del 2005 ad oggi hanno interrogato 31 persone: tra queste l’assassino? Due delitti di difficile soluzione. Simonetta fu uccisa il 7 agosto del ’90, la contessa Filo della Torre il 10 luglio del ’91. Per i due delitti sono trascorsi 16 anni. Si afferma anche che probabilmente l’assassino della Cesaroni era una persona molto vicina alla ragazza: fu massacrata con 28 coltellate profonde 11 centimetri. La fanciulla, che lavorava in via Poma negli uffici dell’Associazione italiana alberghi per la gioventù, fu trovata seminuda, il corpetto e il reggiseno che portava erano spariti. Due indagati subito scagionati, mai scoperto il suo amore segreto: si diceva trattarsi di un uomo sposato. Nel 2006 nuove tracce ematiche furono trovate dal Ris nei lavatoi, al quinto piano di via Poma: ragion per cui esiste già il Dna dell’assassino. La scorsa settimana, come www.alexis.it ha ampiamente riferito, direi in esclusiva, la Procura di Roma ha riaperto anche il giallo Filo della Torre, disponendo per nuovi esami. E’ stato il marito della contessa, Pietro Mattei, con l’avvocato Giuseppe Marazzita, a chiedere nuove indagini. Quindi al Ris tutti i reperti al setaccio. L’avvocato Marazzita è convinto che “Dalle tracce ematiche forse nuove prove”. Torneranno al centro delle indagini i primi due sospettati? Il domestico flippino e il figlio della colf? Il marito della contessa esclude la pista del Sisde, la ritiene falsa, e che offende la memoria della moglie. Per i due delitti è infallibile il Dna. Sì, perché il Dna contiene il codice genetico, che è unico e irripetibile per ciascun individuo. Anche se tra componenti della stessa famiglia esistono elementi comuni. Per il diritto italiano il Dna è fonte di prova. Dopo tanti anni sarà difficile assicurare alla giustizia gli assassini. Si tenga però presente che la scienza ha fatto enormi passi avanti, e le soluzioni dei casi spesso si trovano proprio grazie alle ricostruzioni dei codici genetici. Solo il Ris dei carabinieri e gli esperti della Polizia Scientifica si occupano di studiare il Dna: dall’America arrivano tecnologie sempre più all’avanguardia. Tutti i reperti dei due omicidi sono ora in laboratorio: speriamo di risolvere i delitti della giovane Cesaroni e della contessa Filo della Torre. A questo punto sarà bene lasciare tranquilli gli indagatori evitando scoop mediatici. “Incontri & Scontri” alla Reggia di Caserta per il conclave (a porte sbarrate) del Governo. Baruffa tra Marco Pannella, nella foto insieme a Fausto Bertinotti, e Antonio Di Pietro. Il radicale doc con il suo telefonino si collegava di nascosto con Radio Radicale per una “diretta pirata”. Accortosi Di Pietro, strillò: “Ti denuncio”. Intervento di Massimo D’Alema che difende Pannella: “Tonino, stai calmo, questa è la democrazia, non servono le manette”. Alla fine Pannella viene bloccato dalle “Iene” che gli danno del “pederasta”, Marco si incavola e poi dice: “Silvio Berlusconi è pericoloso ma Romano Prodi e i suoi sono dei buoni a nulla. Bisogna essere pirati non mosci. Con la mosceria di Prodi il governo non arriverà da nessuna parte”. All’ingresso non potevano mancare i “Berluschini”: lancio di decine di preservativi contro Rosy Bindi e Livia Turco. A fine conclave una deliziosa cenetta per il Governo in trasferta: insalatina di mare, sedani con pescatrice, spigola con patate mandorlate, babà e frutta di stagione. Per i brindisi: Caiati 2005, Trebulanum, Passito Meditandum 2004. La lista dei vini è stata decisa dal Verde Alfonso Pecoraro Scanio? E…sempre lo spiritoso Marco Pannella: “Interrompere il digiuno alla mensa di questi governanti? Giammai, preferisco svenire dalla fame”. Hanno onorato lo chef: naturalmente Romano Prodi, Vannino Chiti, Giuseppe Fioroni, Tommaso Padoa-Schioppa, lady Giovanna Melandri, Pierluigi Bersani, Rosy Bindi, Enrico Letta, Alessandro Bianchi, Luigi Nicolais, Linda Lanzillotta, Alfonso Pecoraro Scanio, Masimo D’Alema, Clemente Mastella, Fabio Mussi, Paolo De Castro, Emma Bonino, l'amico Cesare Damiano, nella foto, Livia Turco, Paolo Ferrero, Paolo Gentiloni e Giulio Santagata. Incavolati i Sottosegretari, perché non sono stati invitati. Nella foto ufficiale non si nota Francesco Rutelli: allora è vero che durante il conclave c’era molto “gelo” tra Rutelli & Prodi.
- 16 Gennaio 2007 - www.alexis.it ©

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